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Film Dolcissime: Marco D’Amore al Giffoni racconta le nuotatrici coi chili di troppo

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Marco D’Amore e Francesco Ghiaccio hanno presentato il 23 luglio scorso al Giffoni Film Festival il film Dolcissime, incentrato sulla storia di tre adolescenti amiche in sovrappeso che concorrono in una squadra di nuoto sincronizzato. 

Il film Dolcissime, una produzione Indiana Production e La Piccola Società in collaborazione con Vision Distribution e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, uscirà nelle sale il prossimo 1 agosto distribuito da Vision Distribution. Sempre qui, nel 2016, D’Amore e Ghiaccio hanno presentato Un Posto Sicuro, lungometraggio sulle morti per amianto nella fabbrica Eternit: questa volta arrivano con una storia dai toni e contenuti diversi, ma non meno profonda.

Film Dolcissime: attrici e sinossi

Con loro Valeria Solarino e le giovanissime protagoniste Giulia Barbuto Costa Da Cruz, Alice Manfredi, Margherita De Francisco e Giulia Fiorellino. “Ho amato tantissimo questa storia per i temi che tratta e per la delicatezza con cui lo fa” dice la Solarino, nel ruolo di una madre rigida e chiusa.

Mariagrazia, Chiara e Letizia sono tre amiche inseparabili costrette a fare i conti ogni giorno con gli odiati chili di troppo, tra sguardi di disapprovazione dei compagni e risatine nei corridoi della scuola. Mariagrazia soffre il confronto con la madre (Valeria Solarino), ex campionessa sportiva. Chiara ha una chat con un coetaneo, ma tanta paura di svelarsi in foto. Letizia un talento per la musica ma troppa vergogna per esibirlo. Dopo l’ennesima presa in giro, un’inattesa occasione di riscatto arriva dalla popolare e bellissima Alice, capitano della squadra scolastica di nuoto sincronizzato, costretta da un ricatto ad allenarle in gran segreto. Le tre ragazzine si lanciano in un’impresa impossibile spinte in acqua dalla gran voglia di rivincita. Finiranno per immergere la loro vita in quella della rivale, avvicinandosi le une alle altre giorno dopo giorno, esercizio dopo esercizio, sorriso dopo sorriso. Una storia tutta d’un fiato fino all’ultimo tuffo, sull’incredibile forza dell’amicizia oltre gli inciampi, gli imprevisti e qualsiasi diversità.

Film Dolcissime: adolescenti ‘etichettati’

Ghiaccio e D’Amore: i due registi sul set

“Si tende sempre a dare etichette: troppo semplice definirlo un film sull’obesità. Il film Dolcissime racconta di una fase della vita – dice D’Amore – Il cuore della storia è vedere queste quattro ragazze riconoscersi negli stessi problemi e nelle stesse incertezze”.

“Non importa che forma o che colore si abbia: siamo uguali” sottolineano le protagoniste che ribadiscono con forza un punto centrale del racconto, l’invisibilità subita. “Siamo invisibili perché non siamo quello che la società chiede. Ed è una brutta sensazione” aggiungono.

Film Dolcissime: trovare il proprio posto nel mondo

“Le protagoniste cercano il proprio posto nel mondo, una dimensione che non è solo dell’adolescenza – dice Ghiaccio – e la mancanza di diritti uguali per tutti rende anche noi quarantenni invisibili per molti versi”. “Io invece vorrei diventare invisibile, quasi dimenticato: quando mi dicono che sono bravo in qualcosa smetto di farla. Mi hanno detto ‘sei un attore fantastico’ e ho smesso… Toni Servillo me lo dice sempre di aprire una pizzeria”, scherza D’Amore, sempre più in cerca di una mimetica dimensione autoriale.

La sfida dei ragazzi, invece, è quella di trovare una propria dimensione nel mondo: i Giffoners l’hanno trovata nell’appartenenza a un’esperienza capace di dare tante opportunità, in cui la diversità è ricchezza, non una minaccia, “come invece succede in questo periodo, seguendo un crinale molto pericoloso” precisa D’Amore. “Verso i ragazzi c’è una generale sensazione di sfiducia: si pensa siano meno impegnati e attenti rispetto al passato e invece manifestano il loro interesse in modi diversi” sottolinea D’Amore, con il pensiero rivolto anche ai jurors e ai masterclassers del Festival.
A loro arriva forte la voce delle protagoniste: “Accettatevi perché siete bellissimi! Volersi bene è importante quanto avere al fianco qualcuno che vi apprezzi. Non vi basate su modelli o etichette, non è questo che conta”. 

 

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1 COMMENT

  1. ben vengano i film contro il bullismo, resta il fatto che uomini e donne per fare nuoto sincronizzato a livello professionale devono avere un corpo normopeso o snello (e allenato)

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