Body painting per celebrare i corpi morbidi - Semplicemente Curvy

Il body painting può abbellire tanto un corpo slim quanto uno curvy. La rivista Plus Model Mag ha raccontato la storia di tre modelle plus size che hanno deciso di parlare alle altre donne decorando il proprio corpo nudo con la pittura. Ecco il risultato…

stephanie-mallick-body-painting-curvy-9549067 Stephanie Mallick

Tre donne curvy, Stephanie Mallick, Barrett Rosser e Jenna Rusnack hanno deciso di lanciare il messaggio dell’accettazione di sé attraverso il progetto ‘Love Your Body – Celebration of Curves’. Per la realizzazione, curata interamente dalla Mallick, hanno deciso di spogliarsi nude e di mostrarsi in tutta la loro bellezza vestite solo di body painting, per poi farsi fotografare.

“È ora di concludere la battaglia contro i nostri corpi – afferma Stephanie Mallick -: io ho deciso per una tregua con il mio. Abbiamo lottato per anni, per un lungo periodo della mia vita, l’uno contro l’altra e nonostante restino ancora le cicatrici, so che ora il corpo non si oppone più al mio volere. Come potrei combattere contro me stessa? Siamo un’unica entità, una creazione meravigliosa in grado di dare così tanto che vale la pena di amarla e celebrarla, e quel che più conta, di vivere in pace”.stephanie-mallick-body-painting-curvy-1-6027753

La Mallick racconta di essere cresciuta con la mentalità di chi vede il proprio corpo pieno di difetti, diverso da quello altrui, sempre disperatamente desiderosa di cambiare. Quei pensieri, come continua a spiegare ancora oggi, si moltiplicavano per diventare poi grandi problemi in età adulta, portandola a sentimenti di odio nei confronti del suo corpo. “Sono incappata in ogni tipo di disturbo alimentare – dice – : se serviva a cambiare il mio corpo, ero pronta ad andare avanti, incurante del rischio. Oggi metto alla luce del sole le mie battaglie perché voglio che le persone sentano che non sono sole, che devono parlare dei loro problemi e che c’è sempre una speranza per liberarsene. Devo la gran parte della mia trasformazione alla community delle donne plus size, che per me è stata una famiglia, un grande supporto e il promemoria, sempre costante, che tutti i corpi sono bei corpi. Diventare una modella curvy – conclude – mi ha aiutato a ripensare ai principi che mi avevano guidata fino a quel momento, a ciò che avevo imparato, a ciò che per me rappresentava la bellezza fino ad arrivare ad amarmi e ad accettarmi”.

barrett-rosser-body-painting-curvy-7426915 Barrett Rosser

Simile è la storia di Barrett Rosser, soprannominata sin da adolescente “Big Barrett”: era la più alta, più nera e più grossa di tutte le sue amiche, spesso emarginata. “Ho fatto i conti con il mio corpo dal periodo dell’infanzia – racconta – : non capivo perché i vestiti in vendita nel reparto bambino non fossero adatti per me; i jeans o le gonne che tentavo di indossare, ma che non salivano più su dei miei fianchi larghi, spesso mi facevano scoppiare in lacrime e mi sentivo in colpa per non essere adatta a quei modelli. Qualche anno più tardi, dopo il liceo e dopo aver iniziato il mio lavoro nel mondo dell’istruzione, mentre cercavo ancora l’amore per me stessa, incrociai per caso la strada delle modelle plus size, che mi fece cambiare lo sguardo sul mondo: ebbi l’illuminazione di dover uscire dal grigiore e dalla depressione in cui vivevo. Se volevo avere un impatto positivo sui miei alunni, dovevo iniziare a fare qualcosa per me. Così – aggiunge – iniziai a seguire le modelle curvy che erano così sicure del loro aspetto, orgogliose delle loro forme e pensai che anche per me poteva essere lo stesso. Iniziai a frequentare corsi, la palestra, a uscire più spesso, fino a riacquistare la consapevolezza di me”.

Jenna Rusnak

Jenna Rusnak, invece, ha trovato il suo percorso verso l’amore per se stessa intorno ai vent’anni di età. “Ero sempre a dieta – ricorda – , indossavo sempre abiti larghi, ero la mia peggior nemica. Mi accusavo, mi dicevo ‘sei grassa, sei brutta, non piacerai mai a nessuno, non vali niente’: ero distrutta. La mia lotta contro i pregiudizi che io stessa avevo su di me è iniziata all’età di venticinque anni, quando ho deciso di fare la modella: volevo tuffarmi completamente nel movimento dell’accettazione di sé. È molto importante – conclude – mostrare al mondo che tutte le donne hanno taglie, origini, altezza, forme e capacità diverse fra loro, ma che sono sempre in grado di farcela. Non dobbiamo smettere di dare questo messaggio”.

Fonte: Plus Model Mag Foto: Jose Pagan

Body Painting: Charly Joaquin Dominguez